Chiunque si occupi oggi di disagio e marginalità, non può più fare a meno di preoccuparsi anche della crisi economica. Tormentone mediatico degli ultimi anni (usato a destra e sinistra anche come potente strumento manipolativo), la “crisi” è arrivata fino a noi e a chi ci circonda. Affrontare questo tema è perciò una priorità non solo per l’aggravarsi delle condizioni di chi già versava in stato di bisogno, ma anche e soprattutto per le persone e le strutture che fino a oggi se ne sono prese cura.
Al di là di dover ripensare questo o quel servizio, il cambiamento che stiamo attraversando sembra insomma suggerire la necessità di ripensare, stavolta per davvero, le basi stesse della nostra convivenza sul pianeta.



