Il progetto Mammut è partito dalla condivisione delle difficoltà che insegnanti e educatori di diverse regioni italiane trovavano nel proprio lavoro quotidiano. Cercando di accorciare la schizofrenia tra chi studia e chi lavora su campo, ne è nata una ricerca metodologica ispirata alla ricerca azione.
“Discorso sul Metodo. Dell’utopia e della sua realizzabilità” è un primo resoconto dell’opera di scrittura collettiva che questa ricerca ha prodotto, essendo sua finalità non solo di incidere sul fare concreto degli educatori coinvolti e delle loro agenzie educative, ma anche produrre pensiero critico e innovazione pedagogia.
Nei primi due anni la Scuola Formatori Mammut è consistita per lo più in incontri residenziali di un gruppo stabile di circa 30 educatori provenienti dalle diverse regioni italiane e chiamati a confrontarsi attorno ai capisaldi della pedagogia attiva e della ricerca sociale.
Dal terzo anno la Scuola Formatori è diventato anche un’offerta di percorsi per le scuole, le associazioni e gli altri gruppi formali e informali che vogliono condividere la nostra ricerca e entrare a far parte della nostra rete cooperativa.
A partire dal contesto e dalle criticità dell’agenzia educativa che richiede l’intervento, il Mammut affianca chi lavora su campo per tracciare una mappa di ricerca azione capace di produrre i mutamenti desiderati.
I percorsi formativi consistono in esperienze di espressività corporea, gioco, colore e teorizzazioni, attraverso cui affrontare i temi centrali della pedagogia attiva:
Regia educativa e ruolo del maestro; il contesto educante e la città come aula diffusa; l’inchiesta sociale degli anni ’70 e la ricerca-azione di Kurt Lewin e Dewey; la pedagogia attiva di Cèlestin Freinet, Mario Lodi e Le Bohec; Malinowsky e i punti di vista nella ricerca antropologica; la scuola di Maria Montessori e quella di Rudolf Steiner; “potere” e “poter fare”; vittima, salvatore e persecutore nella psicologia di Eric Berne; il giornale murale, la stamperia popolare e le corrispondenze scolastiche; Carl Rogers e il ruolo attivo nella relazione d’aiuto; pedagogia interculturale: dalle scuole del ghetto alla scuola di tutti; narrazione, mito e ritualità; la serendipità e l’educazione come “arte di costruire ponti”; la leadership e gli stili di conduzione di gruppo; Bion, gli assunti di base e le fasi di vita di un gruppo; la centralità della periferia; Danilo Dolci, Colin Ward e Michelucci nella creazione di comunità urbane.
Tipi di percorsi
Percorsi giallo-folgore
percorsi di formazione tematici, aventi ad oggetto:
a) autori e temi afferenti alla ricerca azione e alla pedagogia attiva;
b)tecniche ludiche; di espressività teatrale; di manualità (carta pesta, burattini, falegnameria, collage, creta, cuoio, giardinaggio, sculture alimentari) e colore; narrative e di fabulazione
Durata minima di 3 ore.
Percorsi blu-fiume in piena
Lavori intensivi rivolti all’inchiesta territoriale di quartiere e alla formazione pedagogica attraverso realizzazione di una “messa in piazza” ludico teatrale e di un numero unico di giornale di quartiere a partire da quanto emerso dall’inchiesta svolta assieme.
Durata minima: una settimana.
Percorsi rosso-brace
Consiste nel supporto alla progettazione dell’equipe di lavoro dell’agenzia richiedente.
Avviene in tre fasi:
a) nizio dell’intervento. Elementi di programmazione e ricerca azione; estrazione della mappa di ricerca – azione; consegna ed elaborazione degli strumenti di monitoraggio, riflessività, verifica;
b) Durante l’intervento: supervisione; affiancamento e intervento diretto degli operatori Mammut in momenti caldi dell’intervento educativo;
c)Fine dell’intervento. Elementi di valutazione; elaborazione della verifica; riprogrammazione della mappa di ricerca-azione.
Durata minima dell’intervento: 3 mesi.
Come succede con i colori, in genere anche i percorsi della Scuola Formatori Mammut finiscono per non essere mai solo blu, gialli o rossi. Ma sempre tinte nuove nate dal confronto dello sperimentatore con emozioni e curiosità sue e degli altri compagni d’avventura.