Il Barrito del Mammut - Periodico del Centro Territoriale a Scampia - Mammut. Gennaio 2010, anno II n. 4
La Rete per l’educazione libertaria
di Francesco Codello
In tempi di reazione diffusa come sono questi, scuola, famiglie, associazioni educative e formative, stanno attraversando un momento di grossa difficoltà. Le scorciatoie autoritarie che governo e opposizioni istituzionali stanno proponendo per “risolvere” questa crisi lacerante della scuola e dell’educazione, non possono certamente soddisfare un’ansia di libertà, di rispetto, di tolleranza, di equità e giustizia, che uomini e donne avvertono sempre più pressante. Ma sono soprattutto i giovani (sempre più omologati) e i bambini (sempre più oggetto del consumismo) che stanno pagando queste politiche autoritarie.
Queste motivazioni, unite al desiderio di sperimentare nuove forme organizzative di stampo libertario in ambito educativo, stanno alla base dell’idea di dar vita anche in Italia a una rete per l’educazione libertaria (R.e.l.). In molti altri paesi del mondo esistono scuole, comunità, esperienze educative e di istruzione per adulti, che da anni stanno vivendo relazioni egualitarie e processi educativi improntati a metodologie didattiche, democrazia diretta e paritaria tra adulti e bambini nella formulazione delle decisioni, scelta partecipata e condivisa per la definizione dei propri curricoli di apprendimento, immersione ampia e costante nell’ambiente educativo circostante, attivismo pedagogico, integrazione fra lavoro manuale e intellettuale, ecc.
Perché non provare finalmente anche Italia a favorire, stimolare, mettere in contatto, confrontarsi in modo paritario, nuove esperienze educative che si muovano nella stessa direzione, senza alcuna pretesa di egemonizzare le singole realtà, ma piuttosto fare solo da supporto, qualora richiesto, per sviluppare un’alternativa autonoma e federata al sistema scolastico ed educativo dominante?
Questa la domanda principale che, per invito di un piccolo gruppo promotore che si è costituito a Treviso-Mestre-Marghera (Ve) e si è accasato presso “L’Ateneo degli Imperfetti” (in via Bottenigo 209, a Marghera), si sono poste oltre un centinaio di persone che si sono incontrate a Verona presso la scuola libertaria Kiskanu l’8 marzo di quest’anno. Educatori, insegnanti, genitori e studenti, hanno posto le basi per sviluppare queste idee e soprattutto per confrontare le loro esperienze (www.educazionelibertaria.org).
Lo scopo fondamentale di questa associazione è infatti quello di favorire la conoscenza, la riflessione e la diffusione dei contenuti e delle esperienze concrete di educazione antiautoritaria e libertaria attraverso azioni e iniziative concrete quali: organizzazione di convegni, incontri, seminari, conferenze, sui temi dell’educazione libertaria e non adulto-centrica; raccolta e promozione di materiali vari e documenti sulle esperienze in atto in ogni contesto educativo (dalla strada all’Università) che si ispirino a pratiche antiautoritarie; costruzione di una significativa bibliografia e filmografia sul tema dell’educazione; produzione di documenti di critica e di riflessione sulle forme manifeste e implicite, organizzate o informali, di perpetuazione di relazioni e contenuti autoritari; supporto organizzativo, didattico e culturale a esperienze in fieri o già in atto; consulenza attiva e dialogante a insegnanti, educatori, genitori, ecc., che ne facciano richiesta, per perfezionare o iniziare nuove relazioni dialogiche e antiautoritarie; collaborazione con altre associazioni che si occupino esplicitamente dei diritti dell’infanzia e pongano a fondamento la centralità del bambino nel contesto educativo; organizzazione di viaggi e di soggiorni per ragazzi e insegnanti in contesti scolastici e educativi a impronta libertaria (Summerhill, Sands School, scuole libertarie in Israele e in altri stati nel mondo, partecipazione ai vari incontri internazionali I.D.E.C. e E.U.D.E.C.).
Il gruppo promotore allargato che ha dato vita a questa rete è costituito da persone con percorsi formativi e professionali differenti. Alcuni si occupano di educazione a livello lavorativo (insegnanti, dirigenti scolastici, educatori, ecc.) e, nonostante nella quotidianità sperimentano elementi di educazione antiautoritaria (sia all’interno del sistema scolastico pubblico sia in contesti educativi autonomi), sentono l’esigenza di confrontarsi con altre esperienze e pensare possibili alternative. Altri invece hanno deciso di partecipare perché interessati a conoscere e a riflettere su modi diverso di educare (genitori, studenti, …).
La rete vuole offrire uno spazio e un tempo di discussione, sperimentazione e formazione a persone che provengono da esperienze culturali (e politiche) diverse. Coloro che si stanno impegnando nella rete condividono un percorso di ricerca intorno a un’idea di educazione non autoritaria che metta in primo piano i bambini/e e i ragazzi/e. E si riconoscono in questa dichiarazione frutto dell’incontro mondiale (IDEC) di Berlino del 2005:
“In qualsiasi contesto educativo i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, hanno il diritto di decidere individualmente, come, quando, che cosa, dove e con chi imparare e hanno il diritto di condividere, in modo paritario, le scelte che riguardano i loro ambiti organizzativi, in modo particolare le scuole, stabilendo, se ritenuto necessario, regole e sanzioni”.
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Per saperne di più
Alexander Neill, Summerhill, Forum 1971
John Holt, Bisogni e diritti dei fanciulli, Armando 1977
Francesco Codello, La buona educazione, Franco Angeli 2005
Michael Smith, Educare per la libertà, Eleuthera 1990
Alcuni siti su esperienze di educazione democratica e libertaria nel mondo: www.democratic-edu.org, www.idenetwork.org, www.educationrevolution.org