Barrito del Mammut - Periodico del Centro Territoriale a Scampia - Mammut. Aprile 2010, anno II n. 6
Lavori in corso. Il Comitato Spazio Pubblico di Palermo
di Caterina Spina
Se chiedi a un turista com’è Palermo, una volta su due ti senti rispondere: “ah…a Palermo c’ho lasciato un pezzo di cuore…” Dove si nascondano tutti questi pezzi di cuore però, noi che a Palermo ci viviamo, non l’abbiamo ancora capito. Qualcuno però, testardo, continua a raccogliere i cocci di questa città: tanti pezzetti di città svilita da provare a ricucire insieme. Non è facile.
Il Comitato Spazio Pubblico di Palermo (www.spaziopubblicopalermo.org) nasce nel 2008 in uno di questi pezzetti: Piazza Bellini, centro storico. Strana piazza di forma irregolare: tre chiese meravigliose – una normanna, una barocca, una bizantina – un teatro, il palazzo del Comune, la Facoltà di Giurisprudenza. Svolti l’angolo e sei in piazza Pretoria davanti alla Fontana della Vergogna con i suoi tanti personaggi orgogliosi e spudorati. Piazza Bellini è piccola, ma non abbastanza da non contenere anche un buon numero di auto posteggiate, ingombranti, insieme a tutte quelle che la attraversano costantemente, incuranti di quello che hanno intorno. Ancora più incuranti i proprietari, per non dire degli esponenti della giunta comunale che di questa piazza volevano farne un parcheggio a loro uso e consumo.
Da questa ennesima indignazione è nato il comitato: una ventina di persone giovani dalle professioni più disparate che amano quella piazza e la immaginano più bella di com’è se solo fosse pedonale. Vivibile e vissuta. In tutta la sua interezza. Ci siamo posti questo obiettivo, piccolo per una città come Palermo eppure significativo, convinti che raggiunto questo avremo più forza per liberare dalle auto anche le altre decine di piazze bellissime della città e del suo centro storico. Ci abbiamo messo lo spirito giocoso e l’ironia di chi sa ancora guardare oltre le abitudini stratificate e il grigio dello smog. Abbiamo fatto riunioni, litigato, riso, discusso, abbiamo scoperchiato vulcani di idee.
Abbiamo cominciato a tampinare i consiglieri proponendogli soluzioni alternative come il “Comitaxi” o l'iniziativa “Adotta un consigliere” in cui ci offrivamo, con i nostri mezzi in veste di tassisti, di portarli a destinazione ogni qual volta ci fosse una riunione di giunta, pur di convincerli a dare il buon esempio. Abbiamo organizzato pic-nic sui tetti delle auto, Broom-broom brunch, a qualsiasi ora del giorno per far capire anche ai passanti distratti cosa vuol dire potere usufruire di uno spazio libero dalle auto e chiuso al traffico. Abbiamo ricevuto consensi, collaborazioni, dimostrazioni di affetto e partecipazione più di quanto ci aspettassimo, abbiamo litigato coi negozianti della zona timorosi di ogni cambiamento e imparato a far pace. Dopo poco più di tre mesi siamo riusciti a far annullare l’ordinanza che prevedeva che la piazza fosse adibita a posteggio e perfino a far maldestramente cancellare le strisce gialle sul basolato grigio. E abbiamo continuato.
Piazza Bellini oggi è ancora una via di transito per le auto e meta di parcheggio abusivo, però l’amministrazione comunale ha cominciato ad attuare una politica di pedonalizzazione e viabilità alternativa del centro storico, sebbene spesso discutibile è già qualcosa e noi ce ne prendiamo un pezzetto di merito e ci godiamo quei rari momenti di città restituita ai suoi abitanti.
Eppure un giorno, per uno solo, siamo riusciti anche a renderla pedonale la piazza ed è stata una magia. Ci siamo inventati un mega gioco dell’oca che utilizzava le griglie dei posteggi come caselle, i monumenti come elementi del gioco, sagome colorate, panchine di cartone dove sostare, bacheche e tavoli dove potere leggere, angoli in cui giocare a carte, ping pong, calcio e perfino un posto dove baciarsi…