La giornata del drago
Le stanze Mammut e i materiali della sua mediateca diventano il luogo dell’interazione e dell’incontro con materiali e tecniche comunicative. Lo sviluppo di potenzialità creative e dell’autonomia di ciascuno avvengono attraverso un uso degli spazi ispirato a Stern, Montessori, Tonucci, dove pittura, teatro, danza, musica, gioco e altre discipline sono al servizio della crescita individuale e collettiva a tutto campo.
La giornata del drago è tutti i martedì dalle ore 16.00 – 18.30
I percorsi di Forse un drago nascerà sono a numero chiuso, l’iscrizione e la partecipazione sono interamente gratuite.
Per poter partecipare è necessario compilare un modulo di pre-iscrizione presso la segreteria del Mammut aperta tutti i martedì e i venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00 e tutti i giovedì dalle 9.00 alle 13.00
Descrizione in dettaglio delle attività

Come per “A scuola col Mammut” ogni “Giornata del Drago” è caratterizzata da un momento iniziale di accoglienza fatto di canti, giochi e merenda. Durante il percorso, ogni bambino ha cominciato a caratterizzare il proprio drago: disegnando, costruendo con la pasta di legno, raccontando la storia con il corpo o con la voce. Sono così nati ad ottobre i draghi individuali.
• Nel mese di dicembre ci siamo soffermati sul tema della nascita. A partire dall’uovo cosmico, dai racconti mitologici sull’origine dell’universo e dei primi abitanti della terra, i bambini hanno provato a ricostruire il momento della loro nascita, i colori dell’acqua, i ricordi raccontati dai genitori. Le foto di quando erano appena nati sono state appese a una struttura di rame a forma di albero, insieme al ricordo più bello di ognuno impresso su carta velina colorata.
• Abbiamo poi preparato i biscotti, scegliendo decorazioni diverse: praline di zucchero, amarene, nocciole, mandorle, scaglie di cocco e cioccolato. Ogni biscotto è nato pensando alla forma delle cose che più ci piacciono della terra.
• Attraverso la suggestione narrativa del mito di Proserpina, abbiamo costruito con il guscio delle uova un semenzaio e piantato semi di fiori e ortaggi invernali, che annaffiamo quasi ad ogni incontro. Alcuni semi sono già diventati piantine e appena diventeranno un po’ più robuste le travaseremo nell’orto.
• L’alternarsi del giorno e della notte ci ha aperto le porte per gli esperimenti scientifici relativi alla scomposizione dello spettro della luce con prismi di cristallo, illusioni ottiche, esperimenti cromatici… per poi passare al sistema solare e al movimento di rotazione terrestre: tutte scoperte che i bambini hanno portato in piazza il 22 dicembre per La festa dei “Miti di Luce” che ha coinvolto il quartiere in una giornata conviviale in cui luce e buio si sono alternati tra spettacoli, mostre, musiche e mercatini, giochi e tavolate.

• Dopo i draghi di ciascuno, a Gennaio abbiamo incominciato a lavorare sul drago comune a tutto il gruppo di bambini, individuandone nome, aspetto e caratteristiche… con gli occhi bendati e guidati dalla musica, dallo scarabocchio gigante collettivo è nato "Big Bang", il drago collettivo.
A partire dalla geografia e dai racconti mitici è iniziato uno studio sulle diverse tipologie e provenienze dei draghi: draghi dei ghiacci, delle foreste, marsupiali, dragoni… Ci siamo soffermati sull’aspetto, i poteri, le caratteristiche di ciascuno, ipotizzando possibili alleanze o conflitti… ed è stato avviato il gioco corrispondenza con “il drago” di Pistoia, un gioco che coinvolgerà attraverso indovinelli, indizi, racconti e incontri un altro gruppo di bambini e di ragazzi toscani facenti capo all’associazione Arcobaleno di Pistoia.
• A febbraio la testa del nostro drago “Big bang” ha preso forma con la cartapesta, facendo la sua prima uscita in città durante il Carnevale di quartiere che si è svolto a Scampia domenica 19 febbraio, insieme alle “squame del drago”, tavolette di metallo dipinte, nate dai laboratori realizzati sia in sede che a scuola, nelle classi dei bambini partecipanti al percorso. Le tavolette raccontano il tema della crisi economica (tema del Carnevale di quartiere di quest’anno) e il suo superamento.

Attraverso un circolo autobiografico, fatto di narrazione e disegni, ciascuno dei bambini ha raccontato una storia che aveva a che fare con la crisi: a chi avevano rapinato il padre, uno zio che aveva perso il posto, un papà licenziato, il benzinaio sotto casa che riesce a diventare ascensorista, un amico di famiglia che perde tutti i soldi che aveva messo in banca... Insomma, storie di crisi, ma non di quelle viste in tv, ma accadute a ognuno.
Durante il racconto il clima spesso si fa pesante. Perciò c'è di nuovo il passaggio alla metabolizzazione fantastica. Il “fatto di crisi” diventa un drago, da rappresentare su un foglio di metallo con lo smalto. Ma prima c'è un rito, quello dell'alleanza: come fare ad allearsi con questi draghi, quale regalo fare a ciascuno per renderlo amico? Abbiamo cercato con i bambini un modo per fare del drago-crisi di ciascuno una possibilità di cambiamento. O meglio, dopo aver messo a fuoco il fatto brutto, averne alleggerito il carico attraverso la condivisione di gruppo, denunciandolo attraverso la pittura su metallo, il gruppo ha cercato un modo per superare quel fatto, attraversarlo per crescere e non rimanere immobili nel pantano ad avvilirsi.
Le pitture su metallo sono diventate dunque le squame del drago Big Bang, pubblicazione itinerante della nostra piccola inchiesta sulla crisi con i bambini. Squame che diventano la pelle del drago gigante che ha percorso il Carnevale di Scampia come carro del Mammut. Del nostro drago si è visto il gran testone (da ippopotamo, più che da drago. Ma questo è nel rispetto del disegno-progetto uscito dallo “scarabocchio” dei bambini); per il corpo e la coda bisognerà attendere la festa di primavera e l’annunciata battaglia dragale.
Lo stesso sfondo integratore è stato adottato nei laboratori con i ragazzi e i migranti che frequentano il Centro. I ragazzi più grandi (18 - 25 anni) hanno costruito il carro in totale autonomia, quelli più piccoli (11 - 17) stanno invece facendo un laboratorio analogo ai percorsi sulla crisi fatti con i bambini.
Anche con i migranti il lavoro è analogo; si punta di più sulla riflessione collettiva su concrete possibilità di superamento della crisi. In ogni modo le squame-ex voto, inchiesta e rito su crisi e possibili superamenti, sono diventati la pelle del drago gigante che ha sfilato durante il corteo.